Riguardo alla vicenda della casa editrice Altaforte, sempre su questo blog, ho recentemente stigmatizzato il comportamento di chi, fra gli intellettuali democratici (e in particolare di "sinistra") pensa di affrontare il problema del revanchismo nazifascista semplicemente sgombrando il campo con sdegno.
Questo, ho detto, non è altri che un comportamento rinunciatario che tende a riprodurre la logica perdente del cosiddetto "Aventino".
Non ho cambiato idea a riguardo, intanto però prendo atto che per ogni posizione di principio è necessario sempre tenere conto delle dovute eccezioni e che certi gesti producono o meno risultati in virtù di "chi" li pone in atto.
Questo è il caso di Halina Birembaum.
Infatti, fra i tanti "rinunciatari", in caso fosse stata presente Altaforte, ci sarebbe stata anche Halina Birembaum e, nel suo caso, non si possono avere dubbi (e infatti nessuno ne ha avuti!) sul fatto che non solo la sua sarebbe stata un'assenza giustificata, ma che tale eventualità avrebbe anche fatto venire meno una testimonianza toccante e importante (e questo non valeva necessariamente per tutta la lista dei tanti "sdegnosi"!).
Tra l'altro, lei e lei sola, fin da subito chiaramente e istintivamente percepita da tutti come autorevole in virtù della sua esperienza di vita e testimonianza, e grazie al suo intervento, ha prodotto un significativo cambiamento di clima intorno al Salone che ne ha accresciuto il valore umano e culturale.
Il mio personale ringraziamento va quindi a persone come lei delle quali sempre si noterebbe e si rimpiangerebbe l'assenza.
venerdì 10 maggio 2019
lunedì 6 maggio 2019
Salone del libro Torino: Cara "sinistra" che errore l'"Aventino"!
Una casa editrice di "destra" (Altaforte) si presenta al salone e, parte della "sinistra", sembra dimenticare le lezioni della storia e "sgombra" il campo...
L'"Aventino" non paga cari signori e abbandonare il terreno di confronto non gioverà a nulla e a nessuno come già in precedenza; non l'avete ancora capito?
Nessuno del grande pubblico, dei giovani, delle scuole si ricorderà della vostra sdegnosa assenza, mentre forse, potreste contribuire e molto, proprio con la vostra fattiva, pacata e ragionevole presenza.
Loro, i giovani (ci sarà anche mio figlio), si avventeranno su libri e fumetti, ascolteranno le conferenze e si porteranno a casa il ricordo di chi c'era e non certo di chi non ha voluto esserci ... e figuriamoci poi se gli assenti sono pure troppo facilmente etichettabili come "intellettual(oid)i di sinistra"! ...
Quelli di loro più accorti e curiosi, scorrazzeranno proprio fra gli stand dei "piccoli editori" e forse, sì, si imbatteranno proprio nello stand di Altaforte (io vado a vederlo di sicuro, se posso :-)). Uh che paura! Uh che attrazione, proprio la, i "fasci in carne ed ossa! Che brivido! Magari proprio a fianco dello stand dei Dianetici, o a quello di Jakabook di CL? o a qualche altro stand di sciroccati? ... o magari sarà vicino a DeriveApprodi o Kaos edizioni?
Proprio questo è il bello del Salone ... ci sono "perle", semplici curiosità ed anche, sicuramente, "patacche" per tutti i gusti. Quello che non si può trovare, però è "ciò" e "chi" non c'è!
Permettetemi di suggerirvi quindi "letteralmente" di .... FARVI FURBI!
Perché, mi spiace, fate un grosso errore; perderete la battaglia ... ed anche la guerra!
Ancora una volta mi scopro dalla parte di chi, come Michela Murgia (due a zero per lei signora!), ci sarà e terrà botta!
L'"Aventino" non paga cari signori e abbandonare il terreno di confronto non gioverà a nulla e a nessuno come già in precedenza; non l'avete ancora capito?
Nessuno del grande pubblico, dei giovani, delle scuole si ricorderà della vostra sdegnosa assenza, mentre forse, potreste contribuire e molto, proprio con la vostra fattiva, pacata e ragionevole presenza.
Loro, i giovani (ci sarà anche mio figlio), si avventeranno su libri e fumetti, ascolteranno le conferenze e si porteranno a casa il ricordo di chi c'era e non certo di chi non ha voluto esserci ... e figuriamoci poi se gli assenti sono pure troppo facilmente etichettabili come "intellettual(oid)i di sinistra"! ...
Quelli di loro più accorti e curiosi, scorrazzeranno proprio fra gli stand dei "piccoli editori" e forse, sì, si imbatteranno proprio nello stand di Altaforte (io vado a vederlo di sicuro, se posso :-)). Uh che paura! Uh che attrazione, proprio la, i "fasci in carne ed ossa! Che brivido! Magari proprio a fianco dello stand dei Dianetici, o a quello di Jakabook di CL? o a qualche altro stand di sciroccati? ... o magari sarà vicino a DeriveApprodi o Kaos edizioni?
Proprio questo è il bello del Salone ... ci sono "perle", semplici curiosità ed anche, sicuramente, "patacche" per tutti i gusti. Quello che non si può trovare, però è "ciò" e "chi" non c'è!
Permettetemi di suggerirvi quindi "letteralmente" di .... FARVI FURBI!
Perché, mi spiace, fate un grosso errore; perderete la battaglia ... ed anche la guerra!
Ancora una volta mi scopro dalla parte di chi, come Michela Murgia (due a zero per lei signora!), ci sarà e terrà botta!
venerdì 19 aprile 2019
"Chapeau"! ... per la scrittrice Michela Murgia
Non sono un gran fan della scrittrice Michela Murgia.
Direi anzi, che non so praticamente nulla di lei.
La conosco solo attraverso il suo libro "Istruzioni per diventare fascisti", il quale, per altro, staziona da mesi sul mio comodino perché, francamente, non riesco a finirlo (anche se ho l'attenuante di aver trovato un'alternativa più interessante ... senza offesa alla Murgia!)!
Se quindi, avessi dovuto giudicarla prima di questo fatto, e solo in virtù di quanto ho letto, temo che avrei rischiato di fare una figuraccia tale e quale a quella capitata al malaccorto Salvini (ho avuto, penso, un po' il suo medesimo pensiero, mi scoccia ammetterlo, mentre leggevo la prima parte del libro!). Comunque, certamente lui sembra aver trovato pane per i propri denti con quella signora ... e di questo, invece, sono contentissimo:
https://www.lastampa.it/2019/04/18/italia/salvini-d-della-snob-alla-murgia-lei-confronta-i-curriculum-io-studentessa-lavoratrice-e-cameriera-lei-SRfes7475cIl5JhgfUS4wJ/pagina.html
Non conosco bene come si sia originata la vicenda, però devo ammettere che la scrittrice è riuscita a difendersi molto bene dall'accusa di "intellettualismo snob" mossagli dal povero politico!
Tra l'altro, con tutto ciò, si è anche guadagnata (per quel che vale) anche un certa stima da parte del sottoscritto proprio a fronte del suo CV che, visti i risultati conseguiti, le fa veramente onore.
Farò certamente uno sforzo per finire il libro! Quantomeno in segno di rispetto.
"Chapeau", Sig.ra Murgia!
Direi anzi, che non so praticamente nulla di lei.
La conosco solo attraverso il suo libro "Istruzioni per diventare fascisti", il quale, per altro, staziona da mesi sul mio comodino perché, francamente, non riesco a finirlo (anche se ho l'attenuante di aver trovato un'alternativa più interessante ... senza offesa alla Murgia!)!
Se quindi, avessi dovuto giudicarla prima di questo fatto, e solo in virtù di quanto ho letto, temo che avrei rischiato di fare una figuraccia tale e quale a quella capitata al malaccorto Salvini (ho avuto, penso, un po' il suo medesimo pensiero, mi scoccia ammetterlo, mentre leggevo la prima parte del libro!). Comunque, certamente lui sembra aver trovato pane per i propri denti con quella signora ... e di questo, invece, sono contentissimo:
https://www.lastampa.it/2019/04/18/italia/salvini-d-della-snob-alla-murgia-lei-confronta-i-curriculum-io-studentessa-lavoratrice-e-cameriera-lei-SRfes7475cIl5JhgfUS4wJ/pagina.html
Non conosco bene come si sia originata la vicenda, però devo ammettere che la scrittrice è riuscita a difendersi molto bene dall'accusa di "intellettualismo snob" mossagli dal povero politico!
Tra l'altro, con tutto ciò, si è anche guadagnata (per quel che vale) anche un certa stima da parte del sottoscritto proprio a fronte del suo CV che, visti i risultati conseguiti, le fa veramente onore.
Farò certamente uno sforzo per finire il libro! Quantomeno in segno di rispetto.
"Chapeau", Sig.ra Murgia!
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lunedì 1 aprile 2019
"Ordine e Armonia": in Giappone sorge l'alba di una nuova era. Auguri!
Reiwa, "Ordine e Armonia" sarà il sigillo della nuova era imperiale del Giappone:
https://www.repubblica.it/esteri/2019/04/01/news/giappone_reiwa_e_il_nome_della_nuova_era_dell_imperatore_naruhito-222997793/?ref=RHPPRB-BH-I0-C4-P2-S1.4-T1
il nuovo ciclo avrà inizio dal prossimo 1° maggio.
Faccio i miei migliori auguri al popolo giapponese e spero sinceramente che il messaggio prescelto sia di buon auspicio e non nasconda insidie (come spesso succede quando si pone troppa enfasi al termine "Ordine"). Personalmente spero soprattutto nei benefici effetti del secondo kanji, l'l"Armonia", augurandomi che essa si irradi anche al di fuori del Giappone :-).
https://www.repubblica.it/esteri/2019/04/01/news/giappone_reiwa_e_il_nome_della_nuova_era_dell_imperatore_naruhito-222997793/?ref=RHPPRB-BH-I0-C4-P2-S1.4-T1
il nuovo ciclo avrà inizio dal prossimo 1° maggio.
Faccio i miei migliori auguri al popolo giapponese e spero sinceramente che il messaggio prescelto sia di buon auspicio e non nasconda insidie (come spesso succede quando si pone troppa enfasi al termine "Ordine"). Personalmente spero soprattutto nei benefici effetti del secondo kanji, l'l"Armonia", augurandomi che essa si irradi anche al di fuori del Giappone :-).
venerdì 22 marzo 2019
Brexit l'ipocrita storia infinita
Ancora compromessi con la Brexit:
https://www.repubblica.it/esteri/2019/03/22/news/brexit_tusk_tutte_le_opzioni_aperte_per_londra_fino_al_12_aprile_may_lasceremo_l_ue_-222198261/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1
https://www.repubblica.it/esteri/2019/03/22/news/brexit_l_ultima_chance_di_theresa_may-222199974/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S2.5-T1
gli inglesi avranno tempo fino al 12 aprile per scegliere le modalità d'uscita e, soprattutto, per chiedere un rinvio. Quest'ultima ipotesi sarebbe una sciagura perché aprirebbe la strada e darebbe il tempo per proporre un nuovo referendum per ribaltare l'esito del precedente.
Personalmente, ritengo che gli si stia lasciando troppo spazio perché, alla lunga, sono convinto che sia meglio un'Europa senza Inghilterra (non parlo invece di Scozia e Irlanda) e sono anche convinto che il prezzo da pagare per ottenere ciò valga anche gli effetti negativi che inevitabilmente interesserebbero anche noi.
Niente contro il popolo inglese, per carità (che comunque ottiene ciò che merita perché riesce ad essere "bue" come forse solo quello italico riesce ad esserlo!), ma una semplice riflessione basata sulla storia recente ed antica: l'Inghilterra (sarebbe meglio dire, "I governi inglesi") mai ha voluto un'Europa politicamente unita e mai la vorrà! Loro hanno sempre remano contro in nome dei loro esclusivi interessi e distinguo.
Se vogliamo progredire quindi, ed è chiaro a tutti che l'attuale assetto è ben lungi dall'essere perfetto, è necessario disfarsi dei collabori infedeli. Loro lo sono!
https://www.repubblica.it/esteri/2019/03/22/news/brexit_tusk_tutte_le_opzioni_aperte_per_londra_fino_al_12_aprile_may_lasceremo_l_ue_-222198261/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1
https://www.repubblica.it/esteri/2019/03/22/news/brexit_l_ultima_chance_di_theresa_may-222199974/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S2.5-T1
gli inglesi avranno tempo fino al 12 aprile per scegliere le modalità d'uscita e, soprattutto, per chiedere un rinvio. Quest'ultima ipotesi sarebbe una sciagura perché aprirebbe la strada e darebbe il tempo per proporre un nuovo referendum per ribaltare l'esito del precedente.
Personalmente, ritengo che gli si stia lasciando troppo spazio perché, alla lunga, sono convinto che sia meglio un'Europa senza Inghilterra (non parlo invece di Scozia e Irlanda) e sono anche convinto che il prezzo da pagare per ottenere ciò valga anche gli effetti negativi che inevitabilmente interesserebbero anche noi.
Niente contro il popolo inglese, per carità (che comunque ottiene ciò che merita perché riesce ad essere "bue" come forse solo quello italico riesce ad esserlo!), ma una semplice riflessione basata sulla storia recente ed antica: l'Inghilterra (sarebbe meglio dire, "I governi inglesi") mai ha voluto un'Europa politicamente unita e mai la vorrà! Loro hanno sempre remano contro in nome dei loro esclusivi interessi e distinguo.
Se vogliamo progredire quindi, ed è chiaro a tutti che l'attuale assetto è ben lungi dall'essere perfetto, è necessario disfarsi dei collabori infedeli. Loro lo sono!
martedì 12 marzo 2019
Vita da pastori
Incuriosito dalle diffuse proteste degli allevatori in Sardegna per il basso costo pagato ai produttori di latte mi sono imbattuto in quest'articolo e video del Corriere che, mi sembra, spieghi bene il punto:
https://www.corriere.it/video-articoli/2019/03/12/mio-giorno-pastore-sardo-16-ore-lavoro-20-euro/3b3e03ae-4252-11e9-95b9-e83ec3332214.shtml?intcmp=video_wall_hp&vclk=videowall%7Cmio-giorno-pastore-sardo-16-ore-lavoro-20-euro
Il video racconta la giornata tipo di un pastore; in sintesi, molto impegno e poco guadagno!
Invece l'articolo, un po' fra le righe forse, lascia intravvedere maggiormente il problema che poi, non è altri che il "solito" problema che affligge la produzione agricola in questo e altri settori.
Il nodo della vicenda mi sembra ruoti intorno al rapporto di forza sbilanciato fra i produttori di latte, i caseifici e la distribuzione (stesso problema che affligge anche il mercato del latte vaccino, mi sembra). In questo "trittico" il produttore di latte risulta essere la pedina più debole, ovvero quella che subisce la pressione da parte degli altri agenti della filiera.
In questo gioco, forse potrebbe anche assumere un ruolo maggiormente responsabile anche il consumatore che, magari sarebbe anche disponibile ad accettare un incremento dei costi a suo carico a fronte di un prodotto certificato e garantito rispetto alle materie prime d'origine.
Io personalmente, però sarei propenso a proporre un passo ulteriore, proponendo un'etichetta "intelligente" che:
- non solo specifichi l'origine di tutte le materie prime impiegate;
- ma soprattutto "spacchi" il prezzo finale riportando in evidenza il prezzo pagato al produttore e quello applicato in dettaglio nei successivi passaggi produttivi e distributivi.
In questo modo ci sarebbe la possibilità di capire maggiormente, di fronte a prodotti apparentemente simili, quali parte della "filiera" si voglia premiare maggiormente.
venerdì 1 marzo 2019
Analisi Costi - Benefici: Il balletto dei conteggi e dei riconteggi
Vedo queste cose sui giornali, ad esempio la Stampa di oggi:
https://www.lastampa.it/2019/03/01/italia/aggiornata-la-costibenefici-considerando-le-maxipenali-il-saldo-dellopera-positivo-5ij2Ura9lwfKojih3XpbaL/pagina.html
Mi sono sempre dichiarato un "tiepido pro TAV"!
Mai troppo convinto dell'assoluta necessità dell'opera (e anche un po' simpatetico con il legittimo scorno dei Valsusini), ho continuato ad avere il dubbio (meramente filosofico, poiché non sono un tecnico!) che essa avrebbe potuto essere realizzata in maniera meno invasiva per la valle al costo, forse, della perdita di qualche kmh di velocità di punta, attraverso un mix diverso che combinasse tratti nuovi e parti ristrutturate... Penso che il dubbio rimarrà, ma andiamo oltre!
Riposto questo tarlo in un cantuccio della mente, all'opposto, sono sempre stato genericamente a favore di opere che favorissero il collegamento di persone e merci.
Questa propensione verso la "connettività", lo riconosco, è sostanzialmente dogmatica e pregiudiziale e, penso, trovi origine da quanto insegnatomi nell'ambito delle mie frequentazioni giovanili dei corsi di "geografia economica" presso l'Università di Torino.
La sintesi personale (e semplicistica) di tali insegnamenti è la seguente: "Traccia una linea di collegamento sensata fra due punti di rilevanza economica e, in tali punti, nonché lungo la linea, l'economia crescerà!". Il corollario che ne segue, che vedremo, è assai importante in questa storia, recita nella mia mente: " ... e i benefici cresceranno anche di più di quanto credi!".
Tutto ciò, mi rendo conto, risulta estremamente dogmatico e pregiudiziale, ma riguardo a ciò ho il conforto che spesso si sia dimostrato fondato sulla base delle valutazioni ex-post di molte grandi opere; a partire dal collegamento delle coste Est e Ovest degli USA (beh, dai non esageriamo con i paragoni!), per rimanere più sulle dimensioni e sulle esperienze nostrane, ad esempio a proposito del "Cavouriano" Frejus, oppure ancora, citando fatti più recenti, ad esempio per ciò che riguarda il tunnel sotto la Manica.
Dichiarata la personale scelta di campo però, adesso mi tocca stigmatizzare Il balletto ipocrita che si svolge intorno all'analisi costi-benefici della TAV fatta, voluta e disfatta dai diversi soggetti del nostro attuale imbelle e indegno governo, il quale, riesce a sfigurare persino rispetto a quelli, non proprio entusiasmanti, che lo hanno preceduto.
Ma abbiate un po' di dignità!
Non avete avuto "le palle" per bocciare la TAV sulla base del vostro programma politico (almeno quello M5S), cosa che avrei stigmatizzato, ma che avrei trovato almeno coerente. Ora, dopo aver prodotto un'analisi di parte (che cosa c'entravano i costi di Francia e Europa sul nostro bilancio costi-benefici?), cercate di raddrizzarne maldestramente i risultati per arrivare ad affermare, se non proprio l'opposto, almeno la sostanziale "indifferenza" rispetto al fare o non fare?!
L'obiettivo di questo teatrino sembra chiaro! Ormai, parrebbe che la TAV "sia da farsi" (bene! Meglio tardi che mai) e, tutto ciò non ha più nulla a che vedere con i conti dell'erario e il consumo di territorio e l'ecologia della Nazione, ma più prosaicamente, con l'esigenza di tenere in piedi la sempre più traballante alleanza fra M5S e Lega (sempre più partito del "cemento") e salvare almeno un po' di faccia verso l'elettorato M5S.
Che ciarlatani alla Totò! ... sappiate però che, risulta chiaro a tutti che siete solo una manica di BUFFONI!
https://www.lastampa.it/2019/03/01/italia/aggiornata-la-costibenefici-considerando-le-maxipenali-il-saldo-dellopera-positivo-5ij2Ura9lwfKojih3XpbaL/pagina.html
... e proprio mi deprimo! Che ignobile balletto!
Ma prima di parlarne, però, mi tocca ricapitolare ...
Mi sono sempre dichiarato un "tiepido pro TAV"!
Mai troppo convinto dell'assoluta necessità dell'opera (e anche un po' simpatetico con il legittimo scorno dei Valsusini), ho continuato ad avere il dubbio (meramente filosofico, poiché non sono un tecnico!) che essa avrebbe potuto essere realizzata in maniera meno invasiva per la valle al costo, forse, della perdita di qualche kmh di velocità di punta, attraverso un mix diverso che combinasse tratti nuovi e parti ristrutturate... Penso che il dubbio rimarrà, ma andiamo oltre!
Riposto questo tarlo in un cantuccio della mente, all'opposto, sono sempre stato genericamente a favore di opere che favorissero il collegamento di persone e merci.
Questa propensione verso la "connettività", lo riconosco, è sostanzialmente dogmatica e pregiudiziale e, penso, trovi origine da quanto insegnatomi nell'ambito delle mie frequentazioni giovanili dei corsi di "geografia economica" presso l'Università di Torino.
La sintesi personale (e semplicistica) di tali insegnamenti è la seguente: "Traccia una linea di collegamento sensata fra due punti di rilevanza economica e, in tali punti, nonché lungo la linea, l'economia crescerà!". Il corollario che ne segue, che vedremo, è assai importante in questa storia, recita nella mia mente: " ... e i benefici cresceranno anche di più di quanto credi!".
Tutto ciò, mi rendo conto, risulta estremamente dogmatico e pregiudiziale, ma riguardo a ciò ho il conforto che spesso si sia dimostrato fondato sulla base delle valutazioni ex-post di molte grandi opere; a partire dal collegamento delle coste Est e Ovest degli USA (beh, dai non esageriamo con i paragoni!), per rimanere più sulle dimensioni e sulle esperienze nostrane, ad esempio a proposito del "Cavouriano" Frejus, oppure ancora, citando fatti più recenti, ad esempio per ciò che riguarda il tunnel sotto la Manica.
Dichiarata la personale scelta di campo però, adesso mi tocca stigmatizzare Il balletto ipocrita che si svolge intorno all'analisi costi-benefici della TAV fatta, voluta e disfatta dai diversi soggetti del nostro attuale imbelle e indegno governo, il quale, riesce a sfigurare persino rispetto a quelli, non proprio entusiasmanti, che lo hanno preceduto.
Ma abbiate un po' di dignità!
Non avete avuto "le palle" per bocciare la TAV sulla base del vostro programma politico (almeno quello M5S), cosa che avrei stigmatizzato, ma che avrei trovato almeno coerente. Ora, dopo aver prodotto un'analisi di parte (che cosa c'entravano i costi di Francia e Europa sul nostro bilancio costi-benefici?), cercate di raddrizzarne maldestramente i risultati per arrivare ad affermare, se non proprio l'opposto, almeno la sostanziale "indifferenza" rispetto al fare o non fare?!
L'obiettivo di questo teatrino sembra chiaro! Ormai, parrebbe che la TAV "sia da farsi" (bene! Meglio tardi che mai) e, tutto ciò non ha più nulla a che vedere con i conti dell'erario e il consumo di territorio e l'ecologia della Nazione, ma più prosaicamente, con l'esigenza di tenere in piedi la sempre più traballante alleanza fra M5S e Lega (sempre più partito del "cemento") e salvare almeno un po' di faccia verso l'elettorato M5S.
Che ciarlatani alla Totò! ... sappiate però che, risulta chiaro a tutti che siete solo una manica di BUFFONI!
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