"Perché moriamo – La nuova scienza dell’invecchiamento e la ricerca dell’immortalità”; titolo originale: “Why We Die – The New Science of Aging and the Quest for Immortality”; di Venki Ramakrishnan, traduzione di Maurizio Bruno; edizioni Adelphi, Isbn 978-88-459-4016-3.
Sempre più spesso si sente
parlare del progresso della scienza medica nel campo della lotta all’invecchiamento,
fenomeno che, ormai, viene sempre più spesso considerato come un male da curare
rispetto a quanto venga visto come un percorso di “vita” ineluttabile. All’estremo,
l’immortalità non solo rappresenta un sogno neanche troppo segreto per molti “potenti
del mondo” (es. Trump, Xi Jinping, Putin, ecc.), ma comincia ad essere
considerato un traguardo possibile, magari alla portata di pochissimi,
selezionati “eletti” (guarda caso!).
Ebbene, questo saggio,
non solo descrive le diverse ricerche e i diversi traguardi raggiunti dagli
studi di settore, esponendo non solo i benefici, ma anche i rischi riguardo all’uso
di certe sostanze, ma si sofferma anche a mettere in guardia riguardo agli
impatti sociali derivanti dalla diffusione di queste cure e dalla loro
accessibilità.
L’autore poi sembra
anche comunicarci un paio di messaggi importanti. La vita umana appare al
momento asintoticamente limitata ad una “scadenza” massima temporale
difficilmente superabile (non svelo tale limite teorico per non rovinare la
lettura del libro!), poi si muore! Questo, a ben vedere, e tenendo conto dei
bei personaggi che vanno alla ricerca dell’immortalità, non sembra poi una
cattiva notizia.
Pertanto, il tema della
lotta all’invecchiamento non sarebbe tanto quello di conseguire l’immortalità,
quanto quello di morire “giovani”. E questa, invece, mi sembra sì una buona
notizia per tutti.
Lettura consigliata.
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