"Atene 403 Una
storia corale”; titolo originale: ”Athènes 403. Une histoire chorale”; di Vincent
Azoulay e Paulin Ismard, traduzione di Luca Bianco; edizioni Einaudi; Isbn
978-88-06-26612-7.
Gli Autori si soffermano
ad analizzare il delicato periodo storico che, per Atene, copre gli ultimi anni
del quarto secolo a.C. e il primo decennio del terzo secolo.
Atene, nel 404 a.C,
viene definitivamente sconfitta nella guerra del Peloponneso e subisce le
pesanti condizioni di pace di Sparta che, tra l’altro, prevedono l’introduzione
di un regime oligarchico e l’abolizione della democrazia.
Il regime dei “trenta
tiranni” durerà circa otto mesi e sarà caratterizzato dalla contrapposizione delle
figure di Teramene, più moderato, e Crizia, fautore di una crescente
radicalizzazione che porterà alla guerra civile e, infine, alla sconfitta
militare dell’oligarchia ad opera di Trasibulo.
Il Saggio, di per sé
interessante sul piano della ricerca documentale, si sofferma sulla difficile opera
di pacificazione che seguirà la fine della guerra civile prendendo a
riferimento tutta una serie di figure chiave (sacerdotesse, meteci, schiavi e
altre categorie di cittadini) e analizzando le cronache “giudiziarie” che li
vedranno protagonisti oppure i loro ruoli istituzionali.
Un aspetto peculiare del
Saggio è che spiega molto del contesto attraverso il ricorso alle figure e
ruoli della coreutica greca; personalmente ho trovato che questo approccio
costituisca un po’ una forzatura e non sono sicuro che questa scelta contribuisca
a rendere le spiegazioni più chiare, anzi …
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