"Helgoland”; di Carlo Rovelli; edizioni Adelphi; Isbn 978-88-459-3505-3.
Carlo Rovelli ha il dono di rendere (moderatamente)
comprensibili anche ai profani concetti complicati come, in questo caso, la fisica
quantistica.
Il lettore, partendo da Helgoland, isola
nel Mare del Nord dove si ritirò il fisico Heisenberg per mettere ordine alle
sue congetture riguardo a questa branca della fisica, allora agli albori, viene
guidato alla scoperta delle caratteristiche salienti e delle bizzarre spesso
contro intuitive e quasi magiche della meccanica quantistica, descrivendo
inoltre i dibattiti e i contribuiti che mano a mano si aggiunsero alle prime
considerazioni del gruppo di fisici che posero le basi per la descrizione
teorica delle regole sottostanti alla fisica delle particelle.
L’Autore descrive efficacemente anche
quale fu il clima culturale e il contesto filosofico entro i quali tali idee
poterono germinare e prosperare. A questo proposito, personalmente sono stato
molto colpito dal pensiero dei filosofi positivisti quali, ad esempio Ernst
Mach (il cui pensiero influenzò Einstein e Schrodinger) promotore, insieme a
Richard Avenarius empiriocriticismo che, mi farà scoprire il personaggio di
Aleksandr Bogdanov spingendo le mie letture in una direzione inaspettata … ma
questa è un’altra storia!
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